Memento di un vissuto…...
Era il 2010, sembra lontano ma eppure è così vicino…..
Quel pomeriggio ero regolarmente in servizio quando, per necessità fisiologiche, mi recai in bagno. A quel punto il vaso si colorò di rosso vivo; non era solo urina ciò che usciva ma soprattutto sangue.
Mi pervase un senso di paura che da lì a poco si sarebbe trasformato in una sensazione di impotenza non sapendo cosa fare.
Ritornai alla mia scrivania, cercai di calmarmi iniziando a cercare su internet il motivo di quella minzione così colorata. Non ricordo il perché ma qualcosa nella testa mi suggeriva di prenotare una ecografia e, così fu.
L’indomani, senza dir nulla a mia moglie, mi recai presso uno studio medico ove fui sottoposto a ecg addominale e renale; al termine la dottoressa palesò un dubbio per delle rotondità sospette vescicali escludendo calcoli renali. Mi consigliò di recarmi con urgenza da un urologo per sottopormi a cistoscopia; da quel momento iniziò il calvario.
La cistoscopia appurò una infiltrazione di gravità T3 indicante che il tumore aveva superato la tonaca muscolare della vescica ed era penetrato nel tessuto adiposo circostante, chiamato anche tessuto peri-vescicale. Questo stadio è considerato muscolo-invasivo, il che significa che il tumore ha la possibilità di diffondersi ulteriormente. Bisognava intervenire con urgenza, molta urgenza……Ma, prima….ancor prima di tutto….nessuno doveva esserne a conoscenza; mia figlia da lì a qualche giorno si sarebbe sposata e non potevo rovinare quel giorno così bello. Decisi allora unitamente a mia moglie, di tacere su quanto stesse accadendo fino al termine della cerimonia. All’indomani….forse o al ritorno dal viaggio di nozze si sarebbe saputo…...
Nelle settimane a seguire mi sottoposi a diversi gravosi impegni diagnostici: dalla tac con mezzo di contrasto alle analisi, ad ulteriori cistoscopie. Si decise per una prima Turbt che non diede i risultati sperati con il passare delle settimane…mi sottoposi ad ulteriore Turbt sempre con poche speranze perché il male si ripresentava con insistenza.
Decidemmo di intervenire con la terza Turbt provando ad incidere ancor più il male con la speranza di eliminazione totale: l’oncologo mi chiarì che nel caso anche questa volta il risultato non fosse stato soddisfacente occorreva procedere con la cistectomia radicale. Immaginate il mio stato d’animo…..
Dopo diverse ore e risvegliatomi dall’intervento il dottore mi tranquillizzò dicendomi che tutto era andato bene ma che da lì a poco mi sarei dovuto sottoporre ad un protocollo con instillazioni endovescicali ovvero con il BCG (Bacillo di Calmette-Guérin).
In sintesi, mi fece capire che il trattamento con BCG era un'opzione efficace per il carcinoma uroteliale, attesa la ottima “pulizia” interna, con l'obiettivo di prevenire recidive e progressione della malattia, pur tenendo conto dei possibili effetti collaterali. Bisognava provare il BCG prima di essere sottoposto a chemio o radio; nell'ambito delle instillazioni con BCG, a differenza che per il chemioterapico, il ciclo di mantenimento è fondamentale nella corretta riuscita della terapia….
Infatti, ebbi a che fare con il BCG per quasi due anni.
Quando i dottori ti dicono che le terapie hanno funzionato, ti senti un “sopravvissuto”. Potevi morire e invece sei ancora vivo. Ti hanno dato un’altra possibilità! Sai benissimo che l’eventualità che il tumore ritorni è elevata; sei conscio che il tuo fisico non è più quello di prima e che dovrai convivere con un mucchio d’acciacchi; non dimentichi mai che non farai più progetti a lunga scadenza e che cercherai di stare bene oggi. Poi, domani si vedrà.
Quante persone come me si sottoponevano a tale terapia e, purtroppo, la settimana successiva non erano più in sala d’attesa…….
La malattia, comunque, è stata da me vissuta soprattutto come una occasione per rivalutare le priorità della vita, apprezzare i momenti positivi e rafforzare i legami affettivi, l'importanza della fiducia nella medicina, della ricerca e della prevenzione.
Un giorno da qualche parte lessi: “la malattia può togliere molto, ma non può togliere la tua dignità, il tuo spirito e la tua speranza.” Da qual dì ho fatto mia questa frase…….
Impossibile definire il mio stato d’animo, le sofferenze, le sopportazioni; un grazie particolare a quell’angelo di mia moglie Maria che è riuscita a sostenermi e darmi forza unitamente alle mie nipotine ed ai miei figli. Un grazie particolare a tutti gli operatori che mi hanno assistito con professionalità e grande umanità.
Spero che questo mio racconto possa essere d’aiuto ad altri con la fermezza nel dire che non bisogna mai e poi mai perdere la speranza. Non si deve mai perdere la voglia di vivere ... Mai!
Infatti, ora, sto combattendo contro un altro male….. neuro-degenerativo: il Parkinson……ma ce la farò….anche questa volta!!!!!
Ad maiora, semper.